SaferPlaces è tra le realtà protagoniste dell’ultimo numero di Civiltà dei Dati, la rivista di divulgazione scientifica e tecnologica della Fondazione Leonardo. Un riconoscimento che colloca il nostro progetto nel panorama italiano dell’innovazione sull’intelligenza artificiale, non come visione teorica, ma come applicazione concreta.

L’articolo, firmato da Matteo Marini, racconta un’idea che ha preso forma sempre più operativa: un sistema capace di trasformare dati complessi in decisioni immediate, tramite un approccio che può essere descritto come un vero e proprio “ChatGPT contro le alluvioni”. Le alluvioni, del resto, non sono più eventi rari, ma fenomeni sempre più frequenti e complessi da gestire. In questo scenario, la capacità di prendere decisioni rapide e informate può fare la differenza tra contenere i danni o subirli.

Dati e AI al servizio della resilienza

Civiltà dei Dati esplora il ruolo dei dati e dell’intelligenza artificiale nella società contemporanea, mettendo in dialogo ricerca, industria e istituzioni. In questo contesto, l’inclusione di SaferPlaces evidenzia un tema sempre più centrale: la necessità di rendere l’AI utile e accessibile, soprattutto in ambiti critici come la gestione del rischio climatico.

È qui che si inserisce la piattaforma sviluppata da SaferPlaces. Il principio è semplice solo in apparenza: permettere a chi gestisce emergenze o pianifica il territorio di interrogare scenari complessi come se stesse dialogando con un assistente.

Il “ChatGPT contro le alluvioni”

Alla base del sistema c’è un’integrazione avanzata di tecnologie:

  • dati satellitari e radar per osservare il territorio
  • rilievi Lidar e modelli digitali ad alta risoluzione
  • digital twin per ricostruire città e paesaggi
  • algoritmi di intelligenza artificiale per simulare scenari

Questa infrastruttura consente di simulare in tempo reale eventi di allagamento e comprenderne gli effetti con un livello di dettaglio operativo: estensione dell’acqua, profondità, impatti su edifici e infrastrutture.

Ma il vero elemento distintivo è l’interfaccia. Attraverso un sistema “ChatGPT-like”, l’utente può porre domande dirette:

  • cosa succede se un argine cede
  • quali aree verranno allagate
  • quanta acqua entrerà in una strada o in un edificio

Il sistema costruisce automaticamente il modello, integra dati meteorologici e territoriali e restituisce scenari simulati. Il risultato è una riduzione significativa del tempo che separa l’analisi dalla decisione, un passaggio cruciale nelle emergenze.

L’obiettivo è chiaro: rendere queste tecnologie utilizzabili anche da chi non ha competenze specialistiche, portandole nelle mani di Protezione Civile, enti pubblici e decisori locali.

Dall’emergenza alla pianificazione

Le recenti alluvioni in Emilia-Romagna hanno mostrato quanto sia fondamentale poter stimare rapidamente impatti e danni. Allo stesso tempo, la piattaforma trova applicazione anche oltre l’emergenza: dalla pianificazione urbana ai progetti internazionali, fino all’integrazione con iniziative europee come Destination Earth. In questo senso, il sistema non è solo uno strumento di risposta, ma anche di prevenzione. Le simulazioni permettono infatti di:

  • progettare infrastrutture più resilienti
  • valutare scenari futuri legati al cambiamento climatico
  • supportare decisioni urbanistiche

Un nuovo modo di leggere il rischio climatico

Il valore di queste soluzioni emerge nella loro capacità di rendere visibile l’evoluzione di un evento, i suoi impatti potenziali, le conseguenze su scala urbana. È proprio in questa precisione, nella possibilità di anticipare, comprendere e agire, che si sta delineando un nuovo modo di affrontare le sfide climatiche: più informato, più accessibile e, soprattutto, più vicino alle esigenze reali delle comunità.

La presenza su Civiltà dei Dati rappresenta il segnale del ruolo che progetti come SaferPlaces stanno assumendo nell’ecosistema italiano dell’intelligenza artificiale.

Il nostro “ChatGPT contro le alluvioni” è l’esempio di un cambiamento già in atto: rendere comprensibili e utilizzabili tecnologie complesse nel momento in cui servono davvero.  Perché, nella gestione del rischio climatico, la differenza non sta solo nei dati disponibili, ma nella capacità di trasformarli in decisioni rapide, accessibili e informate.

Leggi l’articolo completo qui: “Il nostro ChatGPT contro le alluvioni